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Per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio

10 attività di ispirazione montessoriana per sviluppare l’intelligenza e i sensi del bambino. Dalla scoperta dei profumi, dei colori alle forme geometriche. Per bimbi nella fascia d’età tra nido e scuola dell’infanzia.

sensibambini

Vi riportiamo questo interessante articolo di Marzia Rubega che propone 10 attività di ispirazione montessoriana per sviluppare l’intelligenza e i sensi del bambino. Dalla scoperta dei profumi, dei colori alle forme geometriche. Per bimbi nella fascia d’età tra nido e scuola dell’infanzia.

“Tutta l’educazione della prima infanzia deve essere informata a questo principio: aiutare il naturale sviluppo del bambino” (Maria Montessori, La scoperta del bambino, Garzanti)
Nella visione di Maria Montessori (1870-1952), l’educazione ai sensi rappresenta una tappa importantissima (e ‘propedeutica’ rispetto ad attività più complesse) per aiutare lo sviluppo del bimbo. (Leggi anche: giochi con i cinque sensi)
Secondo la celebre studiosa, stimolare e affinare i sensi amplia il campo della percezione di ogni bambino offrendo una base sempre più solida e ricca allo sviluppo dell’intelligenza. Attraverso i sensi e il movimento, il bambino esplora l’ambiente e acquisisce le idee operative necessarie per il pensiero astratto (Educare alla libertà, Mondadori).
Di conseguenza, il metodo montessoriano assegna un ruolo centrale alle attività che stimolano la crescita fisica e la formazione delle capacità psichiche sensoriali (soprattutto nel periodo tra i 3-6 anni). A questo scopo, il materiale sensoriale (messo a punto dalla studiosa stessa) – e usato ancora oggi nelle scuole montessoriane – aiuta ogni bimbo ad allenare tutte le sue abilità.

Di fatto, questo materiale è costituito da un sistema di oggetti che sono raggruppati secondo una determinata qualità fisica dei corpi, come stato di ruvidezza, colore, forma, dimensione, suono, peso, sapore e così via. Ogni singolo gruppo rappresenta la stessa qualità, ma in gradi diversi: in ogni serie sono presenti i due estremi, minimo e massimo (per esempio, liscio e ruvido), che mostrano il contrasto più evidente tra quei materiali. “Se il contrasto è rilevante rende evidenti le differenze, e il bambino anche prima di esercitarsi è capace di interessarsene”, scrive la studiosa (Educare alla libertà, Mondadori).
Con un po’ di pazienza e buona volontà, anche a casa, è possibile proporre attività che seguono i principi base del metodo pur non disponendo dei materiali strutturati. Al genitore spetta il compito di capire quando è il momento ‘giusto’ per presentarle. Ogni piccolo, infatti, come sosteneva la studiosa, ha i suoi ritmi e non bisogna mai sforzarlo ma guidarlo e aiutarlo a fare da solo.

Ecco 10 attività di ispirazione montessoriana da fare con il bimbo (nella fascia d’età tra nido e scuola dell’infanzia).

1. Attività per affinare il tatto con la carta 
Cosa serve: un foglio di carta vetrata ruvida, un foglio di cartoncino liscio, da cui ritagliare 6 pezzi ciascuno, e un cestino dove riporli.
Ecco una classica attività in stile montessoriano per affinare il tatto, adatta ai più piccoli (da 2 anni), che si può svolgere facilmente anche a casa, all’aperto o in vacanza, con mamma o papà.
In ogni esercizio con materiale sensoriale è importante presentare inizialmente pochissimi stimoli in contrasto tra loro – come spiega M. Montessori nel suo libro La scoperta del bambino (Garzanti) – per poi passare a una serie di oggetti simili con differenze sempre più fini. In questo caso, l’obiettivo è riconoscere la differenza tattile tra liscio e ruvido, quindi è opportuno cominciare con due tipi di superfici, una perfettamente liscia e l’altra molto ruvida.
Per prima cosa, è indispensabile sedersi comodi in una posizione dove il bimbo possa vedere bene il cestino posto di fronte a lui. Tirate fuori i rettangoli di carta vetrata e quelli di cartoncino, mettendoli in fila vicino al piccolo, annunciando che li toccherete per capire se sono ruvidi o lisci. A partire da sinistra, passate le dita delicatamente sulle diverse carte dicendo ‘ruvida’, ogni volta che ne sfiorate una. Disponete ogni pezzo ruvido a sinistra.
A questo punto, ripetete l’operazione con la stessa sequenza cercando, però, la carta liscia che va sistemata a destra nella fila.

Date al bimbo due pezzi di carta e invitatelo a toccarli con le dita ripetendo le parole ‘liscio’ e ‘ruvido’.

Poi, mescolate tutto nel cestino e lasciate che il bimbo si cimenti da solo a dividere i pezzi lisci e quelli ruvidi.

In modo analogo, è possibile proporre giochi che stimolano la conoscenza tattile (sempre ispirandosi allo stile Montessori) usando anche altri materiali, per esempio, foglie, pezzetti di corteccia, sassi, magari trovati insieme durante una passeggiata. (Leggi anche: Maria Montessori: rispettate la personalità dei bambini)

2. Affiniare il tatto giocando con le stoffe
Cosa serve: 6-8 ritagli di stoffe diverse (di cui 2 uguali per ogni tipo di tessuto), un cestino o una scatola, una benda.
Dopo i primi esercizi con materiali lisci e ruvidi, è possibile passare all’esperienza tattile con le stoffe che allarga le possibilità del bimbo di valutare, classificare e abbinare qualità diverse (nel suo libro La scoperta del bambino, la studiosa parla di tessuti come cotone, lino, velluto, lana, seta).
Occorre preparare due quadrati o rettangoli da ogni tessuto (Montessori li chiama ‘serie’ o ‘collezioni’), in modo che ci siano due pezzi di stoffa uguali da riporre nel cestino.
Con gli occhi bendati o semplicemente chiusi (se non gradisce la benda), il bimbo può pescare dal cestino e, toccandoli, riconoscere i pezzi di stoffa uguale disponendoli con un po’ di aiuto davanti a lui.
Potete presentare voi l’esercizio, provando per primi a tastare le stoffe mettendole in fila in base alle coppie o dal più ruvido al più liscio chiedendo poi al piccolo di rifarlo.
Secondo l’approccio Montessori, è bene cominciare con l’esperienza più semplice aumentando la difficoltà in modo graduale.
In ogni caso, la tecnica di base, per confrontare, classificare e abbinare è la stessa (mescolare e poi separare toccando) e richiede di procedere in modo ordinato. È importante, per esempio, lavorare sempre da sinistra a destra (disponendo in fila i materiali e guidando la mano del bimbo a toccarli) perché prepara al senso della lettura. Leggi: LA STORIA DEL GIOCO

3. Per la memoria tattile, indovina l’oggetto

Cosa serve: una sacchetta con il cordoncino (tipo quelle che si usano al nido per il cambio), una scatola, un telo, 3 o 5 oggetti di forme e materiali diversi, magari includendo qualche giocattolo preferito del bimbo.
Per favorire lo sviluppo del tatto (più nello specifico, la memoria tattile), un gioco divertente è invitare il bimbo a indovinare una serie di oggetti soltanto toccandoli. Per i più piccoli, è bene cominciare con 3 oggetti e aumentare il numero in modo graduale.
Per prima cosa, occorre presentare al bimbo gli oggetti scelti e riposti nella scatola (o dentro un cestino) pronunciando il loro nome così ha anche la possibilità di imparare nuove parole.
Poi, chiedetegli di chiudere gli occhi e infilate un singolo oggetto nel sacchetto coprendo gli altri con il telo.
A questo punto, invitate il piccolo a indovinare cosa si nasconde nel sacchetto toccando ed esplorando liberamente con le mani.
Se mostra di avere difficoltà, è opportuno aiutarlo con qualche indizio, dicendo, per esempio: ‘Credi che sia una cosa rotonda come una palla?’.
Una volta indovinato il primo oggetto misterioso, si continua nello stesso modo per tutti gli altri fino a quando la scatola è vuota.

Per rendere il gioco più complesso quando il bimbo avrà acquisito sicurezza, è possibile mettere nel sacchetto 2 oggetti insieme ripetendo lo stesso procedimento.

4. Prendere confidenza con forma, grandezza e concetto di massa con i cubi di legno
Cosa serve: 10 cubi in legno (o cartone) di grandezza in scala
Ecco una semplice attività in stile montessoriano che permette al bimbo di prendere confidenza con forma, grandezza e concetto di massa (proposta nel libro di M. Pitamic, Imparo a fare da solo, Red!). Quando il bimbo prende in mano i cubi più grandi, infatti, riesce anche a capire che sono quelli più pesanti.
Per prima cosa, disponete i blocchi davanti al bimbo e spostate quello più grande che è la base della costruzione in scala con i cubi impilati al centro uno sopra l’altro.
Invitate, poi, il bimbo a distruggere la torre (una cosa che lo divertirà moltissimo!) e disponete i cubi alla sua destra.
A questo punto, chiedete a lui di rifare la torre secondo lo stesso procedimento.
Una variante più complessa per aiutarlo ad acquisire bene l’idea delle dimensioni è quella di costruire una scala in orizzontale, da sinistra a destra (si lavora sempre in questo senso), dal più piccolo al più grande. (Leggi anche:

10 giochi per migliorare la motricità dei bambini)

5. Sfere, cilindri, cubi per scoprire le forme geometriche
Cosa serve: 2 sfere, tipo palle da tennis, da ping-pong, mappamondo; 2 cubi (tipo quelli da costruzione o scatola del tè); 2 cilindri (rotolo carta da cucina o carta igienica, lattine, tubo biscotti); una scatola o cestino per riporre tutti gli oggetti.
Bastano alcuni oggetti d’uso quotidiano per accompagnare il bimbo alla scoperta delle forme geometriche solide con un esercizio in stile montessoriano (M. Pitamic, Imparo a fare da solo, Red!).
Naturalmente, prima di proporre questa attività, è opportuno che abbia già dimestichezza con le forme piane (cerchi, quadrati, rettangoli, triangoli).
Non bisogna mai dimenticare, neanche a casa, quanto sia importante proporre al bambino ma senza mai forzarlo secondo la lezione Montessori.

In questo caso, per esempio, se il bimbo non è pronto, si può iniziare con cubi e sfere e poi aggiungere i cilindri.
Una volta inseriti gli oggetti scelti nella scatola, mettetela davanti a lui. Invitatelo a trovare il blocco delle costruzioni che ha la forma di cubo (nominate chiaramente il preciso nome geometrico) e a sistemarlo alla sua sinistra.
Poi, chiedete al bimbo di prendere una sfera (la palla, per esempio) e un cilindro (il rotolo di carta igienica), sempre disponendoli di fronte a lui in fila da sinistra a destra.
A questo punto, il bimbo deve prendere nella scatola gli altri 3 oggetti, uno per uno, e abbinarli correttamente a quelli della stessa forma che sono già presenti in fila vicino a lui. (Leggi anche: Il bambino gioca? Lascialo libero)

6. Insegnare ai bambini a riconoscere i colori
Cosa serve: 6 cartoncini colorati (2 rossi, 2 blu, 2 gialli), forbici, una scatola o un cestino.
Già da piccolissimi, tutti i bimbi sono affascinati dai colori vivaci e decisi (studi recenti hanno dimostrato che i neonati prediligono il rosso). Per insegnare al bimbo a riconoscerli in modo graduale, ecco un’attività, d’ispirazione montessoriana (M. Pitamic, Imparo a fare da solo, Red!), che lo guida alla scoperta dei colori primari e poi di quelli secondari.
Per ogni colore primario, rosso, blu e giallo, ritagliate due rettangoli uguali e poi metteteli nella scatola o nel cestino.
Disponete i rettangoli di colori diversi in fila orizzontale e verticale. A questo punto, dite al bimbo che volete abbinare i colori. Iniziate a prendere un cartoncino dalla fila verticale e sistematelo sopra quello dello stesso colore nella fila orizzontale. Chiedete al bimbo di continuare lui a individuare le coppie ‘giuste’ con i rettangoli rimasti.
Con un pizzico di fantasia, ogni momento della giornata va bene per coinvolgere il bimbo in piccoli giochi che mettono alla prova la sua conoscenza dei colori. Basta, per esempio, invitarlo a indicare le auto rosse in giro per la città o durante una passeggiata, o gli ombrelloni blu o gialli in spiaggia…
Quando il bimbo distingue bene questi 3 colori, è possibile introdurre anche quelli secondari, verde, arancione e viola, usando sempre dei rettangoli colorati.
Una variante più difficile è quella di usare una serie di cartoncini di sfumature diverse dello stesso colore proponendo al bimbo di individuarle e metterle insieme per colore (tutte le sfumature di rosso, insieme, per esempio, quelle di blu, e di verde).

7. Riconoscere i suoni
Cosa serve: 4-6 oggetti che producono rumori diversi, forti e deboli, tipo 2 coperchi di metallo da sbattere uno contro l’altro, un bicchiere di vetro, un barattolo di caffè, una scatola di pasta, 2 cucchiai di legno (da picchiare uno contro l’altro); un vassoio per disporre gli oggetti scelti.
Questa è una prima attività per mostrare al bimbo che alcuni oggetti se scossi in un certo modo, producono un suono che può essere forte o debole (M. Pitamic, Imparo a fare da solo, Red!). In un secondo tempo, quando il bimbo ha preso confidenza con questa abilità, è possibile passare ad altre attività che lo aiutano ad affinare l’ascolto e a riconoscere i suoni in base alla loro intensità.
Sedetevi insieme al bimbo con davanti il vassoio su cui avete disposto gli oggetti scelti. Prendete, per esempio, i due coperchi e dite: ‘Ora vediamo se li sbattiamo uno contro l’altro, se fanno un suono forte o debole’. Spiegate che si tratta di un suono ‘forte’ e mettete i coperchi a sinistra.
Ripetete l’operazione con un oggetto che produce un suono debole, per esempio, il bicchiere di vetro toccato con un dito, e sistematelo a destra. A questo punto, chiedete al bimbo di continuare lui, separando gli oggetti che fanno un suono forte da quelli che ne producono invece uno debole.

8. Introdurre il concetto di armonia dei suoni
Cosa serve: 5 bottiglie o bicchieri di vetro, acqua, un cucchiaino da tè, colore alimentare o brillantini (a discrezione).
Questa attività ha lo scopo di introdurre il concetto di armonia dei suoni sfruttando una serie di bottiglie con dentro l’acqua che creano una scala musicale. Quindi è bene proporla dopo che il bimbo ha già ‘allenato’ le sue capacità base di riconoscere e poi abbinare i suoni (ordinandoli, per esempio, dal più forte al più debole secondo la classica tecnica montessoriana).
Per ottenere una sorta di scala musicale è sufficiente riempire alcune bottiglie di vetro (o bicchieri) con un livello diverso d’acqua. Verificate con dei colpetti sul vetro che i suoni siano diversi, altrimenti aggiustate un po’ la quantità d’acqua. E per un bell’effetto colorato, utile per coinvolgere maggiormente il bimbo, aggiungete a ogni bottiglia un colorante alimentare diverso (e, magari, anche un pizzico di polverina porporina argentata).
Disponete tutte le bottiglie (o i bicchieri) in fila su un lato del tavolo e poi spiegate al bimbo che per prima cosa occorre capire quale è il suono più basso. Con il cucchiaino, provate a colpire la parte centrale delle bottiglie fino a quando trovate quella giusta e spostatela sulla sinistra.
Ripetete l’operazione annunciando che volete trovare il suono più alto: una volta individuata la bottiglia, spostatela a destra lasciando in mezzo uno spazio per le altre tre. A questo punto, invitate il bimbo a colpire le tre bottiglie decidendo tra quella con il suono più basso (a sinistra) e più alto (a destra), in quale ordine metterle per completare la scala.

9. Scoprire i profumi
Cosa serve: 6 oggetti di profumo diverso e a forte contrasto (per esempio, saponetta alla lavanda, mazzetto di rosmarino, un limone o un arancia, chicchi di caffè, aceto, profumo o dopobarba); sacchettini leggeri (tipo velo) e barattolini.
Mettete tutti gli oggetti nei sacchettini o nei barattolini in modo che il bimbo possa annusarli facilmente (nel suo libro La scoperta del bambino, la studiosa racconta di avere appeso dei sacchettini cinesi con erbe odorose alle pareti per tenerli sempre a disposizione dei bimbi).
Una volta sistemati in fila, davanti al bimbo, i 6 oggetti ‘odorosi’, la prima volta, potete invitare, semplicemente il bimbo a prendere un sacchettino e ad annusarlo per decidere se è gradevole o no. Naturalmente, in questo caso, è opportuno presentare cose con profumi contrastanti ben evidenti per ispirarsi al tipico meccanismo montessoriano (quello di individuare le differenze e poi le gradazioni intermedie, separando e poi abbinando, invece, le cose uguali).
Chiedetegli di spostare i profumi buoni a destra e quelli cattivi a sinistra incoraggiandolo a descrivere le sue impressioni. In questo modo, piano piano, imparerà a distinguere gli odori scoprendo anche parole nuove.
Una possibile alternativa, in genere che diverte ogni bimbo, è quella di indovinare i diversi profumi a occhi chiusi. Mettete sotto il naso del bimbo un sacchetto e spronatelo a capire di cosa si tratta, se ha difficoltà, dategli qualche indizio. (Ti potrebbe interessare: I giochi più semplici stimolano la voglia di sperimentare e la fantasia)

10. Riconoscere i sapori
Cosa serve: 3 cibi di sapori diversi, dolce, salato, aspro, per esempio, una fetta di mela, un pezzetto di focaccia o di cracker salato, una fetta di limone; 3 piattini, una benda.
Mettete i tre cibi scelti su un piattino davanti al bimbo e invitatelo a indossare una benda o chiudere gli occhi. Ogni assaggio offre la possibilità di sperimentare i 3 sapori fondamentali, dolce, salato, aspro (a cui si può anche aggiungere qualcosa di amaro in un secondo tempo).
Aiutatelo a prendere un piattino e ad assaggiare il cibo con una piccola leccata (un buon modo per esercitare la sensibilità del gusto, secondo Montessori). A questo punto, domandate al bimbo se quello che ha assaggiato è dolce, aspro o salato. Lo scopo è individuare, e poi disporre in fila, a sinistra, l’alimento salato, a destra quello dolce e, in mezzo, la cosa aspra.
Con il tempo è possibile aumentare il numero di cibi fino 5-8, chiedendo al bimbo di metterli sempre in ordine in base agli opposti (dolce, salato). Se usate cibi sconosciuti al bimbo, è anche un modo sperimentare nuovi sapori e i loro nomi.

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